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[Libro] Ragni cavernicoli del Piemonte e della Valle d’Aosta [ARNÒ C. & LANA E., 2005] - Versione stampabile

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Ragni cavernicoli del Piemonte e della Valle d’Aosta [ARNÒ C. & LANA E., 2005] - The-ÈntoMon - 07-20-2011 03:00 AM

ARNÒ C. & LANA E., 2005 - Ragni cavernicoli del Piemonte e della Valle d’Aosta - Ass. Gr. Spel. Piem., Reg. Piemonte, Ed. "La Grafica Nuova", Torino, pp. 265.

Citazione:Copertina del libro: Ragni cavernicoli Presentazione

Sebbene non sia una attività di massa, e difficilmente lo diventerà in futuro, la biospeleologia piemontese vive, per certi versi, un momento magico.

I pochi colleghi ed amici speleologi che si sono specializzati in questo campo della speleologia si applicano infatti con tanto ardore ed abnegazione che meritano ogni volta di pubblicare e divulgare quanto da loro scritto, redatto e spesso impaginato.

Così il testo che proponiamo è figlio di un modo di fare e pensare: una disciplina che finora ha prodotto molto e molto continua a progettare. Non è la prima opera di carattere biospeleologico che l'AGSP e la Regione Piemonte ospitano, curandone la divulgazione e la stampa ma sicuramente mostra aspetti del mondo sotterraneo sempre differenti ed affascinanti.

Introduzione

Questa pubblicazione ha come obiettivo quello di fornire un aggiornamento sui ragni rinvenuti nelle grotte del Piemonte e della Valle d'Aosta in seguito ad un'attività relativamente intensa svolta dagli autori del libro e da altri ricercatori.

Nella prima parte vengono elencate tutte le cavità visitate o di cui si siano trovate notizie in letteratura, con le specie raccolte o citate ed i riferimenti relativi. Nella seconda parte sono riportate le specie in ordine sistematico-alfabetico. Tutte le raccolte sono state effettuate mediante cattura diretta degli esemplari, senza l'uso di trappole che, comunque, nell'ambiente ipogeo danno scarsi risultati riguardo ai ragni.

E' stato dato particolare risalto alle ricerche effettuate in cavità artificiali, poiché l'ambiente sotterraneo non è limitato alle cavità naturali, ma è costituito da un reticolo esteso di cavità di dimensioni non praticabili dall'uomo e che invece sono accessibili agli Artropodi. Una caverna, un edificio sotterraneo o una miniera sono quindi altrettante finestre che permettono al ricercatore di accedere a condizioni ambientali altrimenti non avvicinabili e di avere la possibilità di incontrare organismi adattati a tali condizioni.

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Fonti: AGSP